Lunedì scorso si è tenuta la conferenza di Davide Bochicchio sull’alimentazione sostenibile. Quella che segue è una breve sintesi degli argomenti principali per chi non ha potuto partecipare.
Il concetto principale da considerare è che è possibile migliorare la nostra dieta ed allo stesso tempo aiutare a proteggere l’ambiente. Questo perché, come ogni specie vivente del pianeta, noi esseri umani abbiamo una lunga storia evolutiva dietro di noi, che ci ha reso esseri adattati ad un certo ambiente. Da circa 10000 anni però, con l’introduzione dell’agricoltura noi umani abbiamo iniziato a modificare l’ambiente in cui viviamo e con esso la nostra dieta. Da circa 200 anni, con la diffusione dell’economia industriale e quindi pure dell’agricoltura industriale, tale processo si è assai amplificato. Il risultato è che oggi viviamo in un ambiente profondamente diverso da quello a cui siamo stati selezionati per vivere e mangiamo un cibo molto diverso, sia per qualità che quantità. Quantità eccessive di alcuni alimenti e lavorazione industriale con sostanze chimiche che si è scoperto essere leggermente tossiche portano nel tempo a problemi cardiovascolari ed alla formazione di tumori. Tuttavia non è possibile un ritorno al passato poichè la grande abbondanza di cibo ottenuta con lo sviluppo agricolo ha permesso alla popolazione umana di passare da 5 milioni di abitanti su tutto il pianeta a oltre 6 miliardi. Oggi siamo in troppi per sopravvivere con i vecchi metodi.
I metodi moderni hanno inoltre un grave difetto: non sono sostenibili, ovvero non possono durare indefinitamente nel tempo, si basano su macchine agricole e trasporti alimentati da carburanti derivati dal petrolio che non è una risorsa rinnovabile, non durerà in eterno. Inoltre si hanno danni alla biodiverità, impoverimento della terra e desertificazione. Tali fenomeni sono in parte compensati da un massiccio uso di fertilizzanti la cui produzione però dipende anch’essa dal petrolio e quindi finirà con esso.
Tutti questi rapidi mutamenti ambientali sono frutto della nostra rapida evoluzione culturale che permette adattamenti assai più rapidi di quelli genetici. L’adattamento culturale, che è all’origine di questi problemi è quindi anche la nostra unica risorsa che può permetterci di risolverli. Questo è quello che si prefigge di fare la Transizione, attraverso un cambiamento (transizione) culturale.
La conferenza si è conclusa con alcuni consigli che corrispondono ai primi passi del suddetto cambiamento culturale:
- puntare sulla qualità del cibo (biologico o biodinamico)
- usare alimenti integrali
- poca carne e molti vegetali
- usare olio di oliva e burro
- scegliere facendo la spesa alimenti riconoscibili, non trasformati, con un unico ingrediente
- cucina tu
- cibo fresco e di stagione
- cibo locale ed auto prodotto, evitare il confezionato che probabilmente ha fatto lunghi viaggi
- bevi acqua del rubinetto
- Parliamone, affrontiamo questi argomenti con amici e conoscenti